BIOSTIMOLANTI

CORRETTTA GESTIONE DEL VERDE
Biostimolanti per piante e tappeti erbosi
Biostimolanti per piante e tappeti erbosi - Naturali, sicuri, efficaci.

I Biostimolanti per piante e tappeti erbosi sono prodotti che vengono applicati alla pianta o alla rizosfera perché stimolano i processi naturali che migliorano l’efficienza d’assorbimento e di assimilazione dei nutrienti, incrementando così la qualità delle colture e la capacità di tollerare gli stress, senza intervenire direttamente su parassiti e agenti patogeni.

I principali biostimolanti sono:

  • Sostanze umiche

  • Proteine idrolizzate e aminoacidi

  • Microrganismi

  • Estratti d’alga

Le sostanze umiche sono componenti naturali del terreno che possono rappresentare fino al 60% della sostanza organica del suolo e derivano dalla trasformazione dei residui animali e vegetali e dal metabolismo dei microrganismi.

 

I principali effetti biostimolanti delle sostanze umiche riguardano la crescita delle foglie e della rizosfera, l’incremento nell’assorbimento di micro e macro nutrienti a livello cellulare e l’aumento della fertilità del terreno, con una maggiore capacità di risposta agli stress biotici e abiotici.

 

Le proteine idrolizzate e gli aminoacidi sono un gruppo di biostimolanti prodotti tramite idrolisi a partire da fonti di origine animale o vegetale.

 

Tra gli effetti benefici di questi prodotti: l’incremento della rizosfera, il miglioramento dell’assorbimento di micro e macro elementi e e l’aumento dell’assimilazione dell’azoto, migliore risposta agli stress.

 

I microrganismi biostimolanti sono naturalmente presenti nel suolo o nella rizosfera e concorrono al miglioramento della sintesi di composti, facilitando l’assorbimento di nutrienti e aiutando a prevenire attacchi patogeni.

 

Oltre ai funghi micorrizici, i microrganismi biostimolanti comprendono batteri azotofissatori liberi (Azospirillum spp., Azotobacter spp., Bacillus spp., Pseudomonas spp.), batteri azotofissatori simbionti (cyanobatteri del genere Rhizobium spp.), funghi (ascomiceti, basidiomiceti).

Le sostanze umiche sono componenti naturali del terreno che possono rappresentare fino al 60% della sostanza organica del suolo e derivano dalla trasformazione dei residui animali e vegetali e dal metabolismo dei microrganismi.

 

I principali effetti biostimolanti delle sostanze umiche riguardano la crescita delle foglie e della rizosfera, l’incremento nell’assorbimento di micro e macro nutrienti a livello cellulare e l’aumento della fertilità del terreno, con una maggiore capacità di risposta agli stress biotici e abiotici.

 

Le proteine idrolizzate e gli aminoacidi sono un gruppo di biostimolanti prodotti tramite idrolisi a partire da fonti di origine animale o vegetale.

 

Tra gli effetti benefici di questi prodotti: l’incremento della rizosfera, il miglioramento dell’assorbimento di micro e macro elementi e e l’aumento dell’assimilazione dell’azoto, migliore risposta agli stress.

I microrganismi biostimolanti sono naturalmente presenti nel suolo o nella rizosfera e concorrono al miglioramento della sintesi di composti, facilitando l’assorbimento di nutrienti e aiutando a prevenire attacchi patogeni.

 

Oltre ai funghi micorrizici, i microrganismi biostimolanti comprendono batteri azotofissatori liberi (Azospirillum spp., Azotobacter spp., Bacillus spp., Pseudomonas spp.), batteri azotofissatori simbionti (cyanobatteri del genere Rhizobium spp.), funghi (ascomiceti, basidiomiceti).

MICRORGANISMI UTILI
"Micorrize"

Un tappeto erboso rigoglioso e in salute è il risultato di attenzioni costanti, scelte consapevoli e sostenibili indispensabili per favorire il rispetto dell’ambiente e degli equilibri naturali.

 

Decidere di operare secondo natura vuol dire avere a cuore la salute di chi lavora sul campo ogni giorno e di chi lo vive con passione, fidandosi ciecamente di chi se ne prende cura.

 

L’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari previsto dal Pan, (Piano d’Azione Nazionale) sviluppato dal Ministero dell’Ambiente, ha rimesso al centro dell’attenzione la fertilità del suolo e il ruolo dei microrganismi utili che compongono la frazione microbiologica del terreno.

 

In quest’ottica, le micorrize, ossia l’unione simbiotica tra i funghi del terreno e le radici delle piante, sono le protagoniste assolute di un approccio basato sulla cura naturale del tappeto erboso.

 

Le micorrize incrementano l’apparato radicale delle piante ospiti migliorandone la penetrazione nel terreno, rendono la rizosfera (la micorrizosfera) più adatta a trattenere l’acqua durante i periodi di siccità, migliorandone la resistenza e riducendo i volumi di irrigazione.

Inoltre, grazie alla conformazione unica delle ife fungine (del diametro compreso tra i 3 e i 10 μm), le micorrize permettono alle piante di sfruttare microporosità del terreno che sarebbero inaccessibili alla sola radice, migliorandone la capacità di assorbire acqua e nutrienti.

 

I tappeti erbosi micorrizati sono più resistenti agli stress biotici (parassiti, virus, piccoli insetti), abiotici (caldo, freddo, siccità) e meccanici (calpestio).

 

Riconoscere il valore delle micorrize per la salute del tappeto erboso significa volergli bene in modo completo, apprezzarne la bellezza in superficie, ma amarlo alla radice.

"Trichoderma"

Il Trichoderma è uno dei principali microrganismi utili impiegati nella cura del verde, si tratta di un fungo ubiquitario antagonista nei confronti di alcuni tra i più comuni funghi patogeni tra i quali pythium, rizhoctonia, sclerotinia, antracnosi, fusariosi e microdochium.

 

L’azione del Trichoderma si esercita attraverso la competizione per i nutrienti, l’occupazione dello spazio della rizosfera e la produzione di metaboliti attivi contro numerosi agenti nocivi della microflora del terreno.

La rapidità di crescita, l’elevata adattabilità e la produzione di metaboliti ed enzimi litici rendono il Trichoderma un alleato importante negli interventi volti a migliorare lo stato di salute della rizosfera.

 

La colonizzazione della rizosfera i da parte di Trichoderma ha diversi effetti benefici per la pianta, tra questi il miglioramento della resistenza sistemica a varie classi di patogeni e il miglioramento dello sviluppo radicale e della crescita, indotti sia per via diretta che indiretta, ad esempio attraverso l’azione di inattivazione di composti tossici presenti nella rizosfera e il miglioramento della capacità di assorbimento di alcuni nutrienti.

 

Un impiego costante e mirato di Trichoderma ha carattere preventivo ed è contraddistinto da efficacia medio alta senza rischi di fitotossicità e risulta, inoltre, particolarmente indicato in terreni che presentano un’elevata salinità a causa di un uso eccessivo di fertilizzanti in quanto favorisce il ripristino della normale attività biologica del suolo anche quando indebolita dall’uso di fitofarmaci o da trattamenti termici.

"PRODOTTI A BASE DI ALGHE"

I prodotti a base di alghe marine sono ottenute da diverse specie della famiglia delle alghe brune attraverso metodi di estrazione acida e alcalina, cryo-processing e trattamenti ad alta pressione.

 

Tra le specie più utilizzate ci sono Ascophylum nodosum, Ecklonia maxima, Durvillea spp., Fucus spp., Himanthalia elongate, Laminaria spp., Macrocystis pyrifera, Sargassum spp., tutte caratterizzate da una composizione estremamente complessa di carboidrati, aminoacidi, elementi minerali, vitame e ormoni fitoregolatori.

 

I diversi metodi di estrazione e le caratteristiche tipiche di ogni specie, così come la fase di crescita, le condizioni climatiche e la stagione di raccolta, sono tutti fattori in grado di condizionare le sostanze attive contenute nelle materie prime alla base degli estratti, andando a incidere sulle proprietà e sulle indicazioni d’uso dei vari prodotti.

 

I processi di produzione hanno un impatto rilevante sul contenuto dei regolatori di crescita degli estratti, ad esempio, solo il ricorso a metodi basati sulla liquefazione meccanica a temperatura ambiente consente di conservare un’alta concentrazione di auxine, a causa dell’impatto negativo che queste molecole particolarmente sensibili subiscono a temperature superiori ai 40°C.

 

Le risposte fisiologiche delle piante all’impiego di prodotti a base di alghe sono legate sostanzialmente alla stimolazione dell’attività ormonale e si traducono in effetti positivi che comprendono diversi aspetti dell’attività di sviluppo della pianta e del suo apparato radicale, tra questi:

 


1. incremento nell’attivazione dei meccanismi di difesa
2. incremento della capacità di risposta agli stress
3. stimolazione della produzione di clorofilla.
4. stimolazione della crescita dell’apparato radicale con un conseguente aumento dell’assorbimento dei nutrienti.


 

La gamma dei risultati ottenibili con l’impiego di prodotti a base di alghe, è particolarmente condizionata dalla varietà dei profili di composizione degli estratti, un fattore che ne rende necessaria un’adeguata selezione in base alle necessità colturali e un’applicazione mirata condotta sulla base di linee guida, modalità di applicazione, dosaggi e tempistiche specifiche per ogni situazione e tipologia colturale.